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imposta di bollo su fatture elettroniche

L’IMPOSTA DI BOLLO SULLE FATTURE ELETTRONICHE

Le fatture elettroniche, obbligatorie dal 1° gennaio 2019 in ambito B2B e B2C, quando sono riferite ad operazioni non soggette ad IVA richiedono l’assolvimento del bollo in modalità virtuale. Analizziamo le modalità di applicazione e versamento del bollo virtuale, oltre ai codici IVA per i quali è dovuta la suddetta imposta.

Le fatture, le bolle, le quietanze, le note e gli altri documenti, riguardanti il pagamento di corrispettivi di operazioni assoggettate a IVA, sono esenti dall’imposta di bollo; al contrario, ogni altro documento non soggetto ad IVA e non rientrante nella suddetta ipotesi di esenzione, dovrà essere assoggettato ad imposta di bollo di 2 euro, qualora il corrispettivo documentato sia di importo superiore a 77,47 euro. In tal caso, anche le note di accredito e le note di addebito emesse senza l’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto, se di importo superiore a 77,47 euro, dovranno essere assoggettate ad imposta di bollo.

Pertanto, in linea generale l’imposta di bollo è assolta alternativamente all’imposta sul valore aggiunto. Fino al 31 dicembre 2018, tale imposta continua ad esser assolta con gli ordinari metodi di applicazione, ossia tramite apposizione fisica della marca o in modalità virtuale, secondo le preferenze degli operatori. Nel primo caso l’imposta è assolta applicando fisicamente la marca sulla fattura che resta in possesso del soggetto emittente, consegnando una copia della fattura al cliente (ad esempio con un pdf a mezzo mail); per garantire a quest’ultimo il corretto assolvimento del bollo, è consuetudine citare in fattura la dicitura “imposta di bollo assolta sull’originale” in possesso del cedente, con esposizione del numero identificativo della marca. Si ricorda, infatti, che il cedente e il cessionario dell’operazione sono responsabili in solido nel pagamento dell’imposta di bollo, ai sensi dell’art. 22 del DPR 642/1972.

Imposta di bollo virtuale su fatture elettroniche

Dal 1° gennaio 2019, invece, con l’entrata in vigore della fatturazione elettronica l’imposta di bollo potrà essere assolta solo in modalità virtuale. Infatti, la fattura con valenza ai fini fiscali e civilistici sarà solo il file xml trasmesso/ricevuto al/dal Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle entrate.

Nella gestione della fatturazione elettronica obbligatoria dal 1° gennaio 2019, occorre considerare la modalità di assolvimento dell’imposta di bollo quando è dovuta come, ad esempio, a seguito del ricevimento di una dichiarazione d’intento. L’effettuazione di un’operazione dopo il ricevimento di una dichiarazione di intento richiede l’emissione di una fattura senza IVA per operazione non imponibile, esponendo nel file xml la natura dell’operazione “N3” e il riferimento normativo “Art. 8 primo comma, lett. c) DPR 633/1972” con riporto degli estremi di numerazione e registrazione della dichiarazione di intento nel corpo della fattura, oltre all’applicazione dell’imposta di bollo.

Le specifiche tecniche del 30 aprile 2018 richiamano in uno specifico campo del file strutturato xml – “Dati generali del documenti, “DatiBollo”- gli elementi da valorizzare nei casi in cui sia prevista appunto l’applicazione dell’imposta di bollo.
Tale campo richiede le seguenti informazioni:
›BolloVirtuale – riporto della dicitura che il “bollo è stato assolto ai sensi del decreto MEF 17 giugno 2014”;
›ImportoBollo – importo dell’imposta di bollo (2 euro).

In altri termini, occorre segnalare all’interno del file xml che la fattura comprende operazioni soggette ad imposta di bollo, riportando l’ammontare del bollo dovuto e il riferimento normativo che disciplina le modalità di assolvimento del bollo virtuale sulle fatture elettroniche.

Il pagamento dell’imposta relativa alle fatture, agli atti, ai documenti ed ai registri emessi o utilizzati durante l’anno avviene in un’unica soluzione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio utilizzando la delega di versamento modello F24 con codice tributo 2501, istituito con la Risoluzione n. 106 del 2 dicembre 2014.

Esemplificando, in caso di esercizio coincidente con l’anno solare, l’imposta di bollo “virtuale” assolta sulle fatture elettroniche 2019 dovrà essere conteggiata e versata cumulativamente entro il 30 aprile 2020, utilizzando il modello F-24.

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