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fatturazione elettronica: esclusioni

Dal primo gennaio 2019 è entrata in vigore, per tutti i contribuenti, salvo le esclusioni di cui si diranno, la fattura elettronica. Essa va emessa da tutti i soggetti passivi d’imposta residenti o stabiliti nel territorio dello Stato e sia nei rapporti con altri soggetti passivi d’imposta residenti o stabiliti in Italia (B2B), sia nei rapporti con privati residenti nel territorio dello Stato (B2C).

I soggetti esclusi dal nuovo obbligo sono sia i contribuenti che adottano il regime dei minimi, sia quelli che adottano il regime forfetario, ma non solo. Sono esclusi anche gli agricoltori così detti minimi, cioè con valore d’affari non superiore ad euro 7.000, e le associazioni sportive dilettantistiche, non aventi scopo di lucro ed affiliate alle federazioni sportive nazionali o agli enti nazionali di promozione sportiva, che optano per il regime di determinazione forfetaria del reddito di cui alla legge 398 del 1991 , se nell’anno precedente hanno conseguito, nell’esercizio di attività commerciali, proventi per un importo non superiore ad euro 65.000.

Per tali ultimi soggetti, il decreto-legge 119 del 2018 , convertito legge 136 del medesimo anno, prevede, però, che qualora tali soggetti conseguano, nel periodo d’imposta precedente, proventi superiori a 65.000 euro, deve essere emessa fattura, con relativa registrazione, da parte del cessionario o committente. Per completezza si evidenzia che sempre i cessionari di contratti di sponsorizzazione e pubblicità, stipulati con i soggetti che hanno optato per la determinazione del reddito in base alla già richiamata legge 398 del 1991 , avrebbero dovuto emettere, anche in questo caso e in luogo di questi ultimi, la fattura, registrandola. La legge di bilancio per il 2019, n. 145 del 30 dicembre scorso , è però intervenuta direttamente sulla norma contenuta nel decreto-legge 119, abrogando la disposizione.

Una categoria di soggetti, invece, per i quali vige, per tutto il 2019, il divieto di emettere la fattura elettronica, è quella rappresentata da coloro che sono tenuti alla trasmissione dei dati al Sistema tessera sanitaria ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata come, ad esempio, i veterinari e i medici.

Fatto salvo le esclusioni e i divieti sopra menzionati, la fattura elettronica va emessa da tutti i soggetti passivi d’imposta che, come già si è detto, sono residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, sia nel caso in cui, come già detto, il cessionario o committente sia un soggetto passivo d’imposta residente o stabilito nel territorio dello Stato sia qualora sia un soggetto non passivo d’imposta, comunque ivi residente. Il decreto-legge n. 119 del 2018 , ha anche modificato l’articolo 1, comma 3 del decreto-legislativo 127 del 2015 , eliminando il riferimento, quali soggetti tenuti all’emissione della fattura elettronica, quelli semplicemente identificati in Italia.

Si tratta dei soggetti non residenti con rappresentante fiscale nel territorio dello Stato, ovvero quelli che ivi si identificano direttamente. Proprio in tema di soggetti identificati, attraverso le FAQ messe a disposizione dall’Agenzia delle entrate nel proprio sito è stato chiarito che pur non essendo tenuti all’emissione della fattura elettronica, verso di essi può essere emessa. Qualora, quindi, il fornitore di un soggetto identificato in Italia decida di emettere fattura verso tale cliente, non è tenuto ad inserirla nell’esterometro essendo già stata spedita al Sistema di Interscambio. In caso contrario, la fattura dovrà essere inserita nell’esterometro.

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